Bed & Breakfast
E' nato un nuovo modo di fare accoglienza.
ITINERARI CONSIGLIATI
Alcuni itinerari suggeriti da seguire durante il vostro soggiorno.

Siamo in piena Emilia, al confine col Veneto, e la cucina ferrarese è somma eccelsa delle cucine di queste due terre. Abbondano le paste fresche, cappellacci con zucca, cappelletti e passatelli in brodo, lasagne, ma se volete un primo tipicamente ferrarese, chiedete un pasticcio di maccheroncini, conditi con conditi con ragu’, funghi o tartufo.

Cosa mangiare a Ferrara
L’influenza emiliana si sente anche nel secondo piatto tipico, la salama da sugo, una salsiccia di carne di maiale, fegato, lingua suina, cotiche, insaporita con spezie e vino rosso. Il Po e vicino, così come le Valli di Comacchio, quindi l’anguilla ammarinata non manca mai dai menu locali. Per i secondi piatti l’influenza veneta si fa più evidente e troneggiano la faraona e gli animali da cortile. Il tutto accompagnato dalla “coppia”, il pane ferrarese IGT dalla strana forma. Tra i dolci, un classico locale è il panpepato, tipicamente natalizio ma che ormai si trova sempre ma sono da provare anche la brazadela aromatizzata al limone. Non c’è molta scelta di vini locali, tranne il rosso del Bosco Eliceo e il classico Lambrusco emiliano.

Secondo l’UNESCO, che di cose belle se ne intende, Corso Ercole d’Este è una delle più belle vie del mondo. Fino al 1492 Ferrara era una città con un impianto medievale, fatto di stradine piccole e tortuose, chiusa nel perimetro del Po e del Canale della Giovecca.

Corso Ercole d’Este a Ferrara
Nel 1492 Ercole d’Este decide di ingrandirla con una straordinaria opera urbanistica affidata all’architetto Biagio Rossetti. Nasce così l’”Addizione Erculea” il raddoppio della città ispirato da principi razionali, che rese Ferrara la prima città moderna europea. Il cuore dell’Addizione era Corso Ercole d’Este, che parte alle spalle del Castello Estense. Interamente pedonalizzato e quasi privo di esercizi commerciali, mantiene intatta la struttura rinascimentale con palazzi dalle belle facciate, portoni e finestre decorate. Il punto più importante è il cosidetto “Quadrivio degli Angeli” in cui si incontrano Palazzo dei Diamanti (vedi punto 3), il Palazzo Turchi di Bagno e il Palazzo Prosperi-Sacrati. Il corso finisce in una bella zona verde a ridosso delle antiche mura cittadine.

Se volete provare un’emozione assoluta, raggiungete al mattino o alle 15 in punto il Monastero di Sant’Antonio in Polesine. Potrete così sentire le monache di clausura cantare la messa in gregoriano, con il coro che si spande nel silenzio del monastero.

Monastero di Sant’Antonio in Polesine a Ferrara
Non fermatevi al canto delle suore ma bussate il campanello e chiedete di poter fare una visita al complesso: una suora vi guiderà alla scoperta del chiostro con la cappella con i resti di Beatrice d’Este (fondatrice), poi segue il coro delle monache, una grande stanza con gli scanni e una grande pala d’altare di Nicolò Roselli (La flagellazione). Subito dopo si apre la chiesa riservata alle monache con tre cappelle, tutte decorate da preziosi affreschi di scuola giottesca. Quelle di sinistra e destra presentano le Storie dell’infanzia di Gesù, della Vita della Vergine di scuola giottesca e le Storie della Passione. Molto rara, se non unica, l’immagine di Gesù che sale da solo sulla Croce, a dimostrare la sua estrema volontà di sacrificarsi per la salvezza di tutti gli uomini.

Piazza delle Erbe (piazza Trento e Trieste dal 21 gennaio 1919) è il punto di riferimento del passeggio cittadino, passaggio obbligato di ogni giro nel centro storico.

Piazza delle Erbe a Ferrara
Da due secoli luogo deputato al mercato di frutta e verdura, in piazza si concentrano tutti i simboli del potere che ha governato Ferrara nei secoli: c’è il Duomo di San Giorgio (vedi punto 2), il Palazzo della Ragione, la Loggia dei Merciai dove avevano bottega i mercanti di stoffe e lana, il campanile incompiuto attribuito a Leon Battista Alberto. In Piazza delle Erbe inizia il “listone”, un marciapiede largo 12 metri e lungo 120 abituale luogo di passeggio, di bancarelle e di mercatini natalizi. Di fronte al Duomo si accede alla Piazza del Municipio, con l’imponente scalone d’onore che conduceva alla prima residenza dei d’este.

Il nome di questo palazzo non è stato scelto a caso: Alberto V d’Este lo fece costruire nel 1835 come luogo di ozio in cui schivar la noia ma fu Borso d’Este a dare al palazzo il tocco che oggi lo rende famoso.

Palazzo Schifanoia a Ferrara
Investito del titolo duca di Ferrara da papa Paolo II, decise di festeggiare il suo potere con un salone ducale decorato con un eccezionale ciclo di affreschi. Nasce così il Salone dei Mesi, il più grande ciclo rinascimentale di affreschi pagani in cui, più o meno allegoricamente, si celebra il buon governo del duca attraverso la mitologia e l’astrologia. Per realizzare l’opera in poco meno di un anno, il duca chiamò a lavorare artisti dell’”Officina ferrarese” tra i quali Francesco del Cossa ed Ercole dè Roberti. Il salone è lungo 24 metri, largo 11 e alto 7,5 e il ciclo dei mesi dell’anno inizia sulla parete sud. Ovviamente il protagonista è il Duca che viene incoronato, governa, trionfa, dà una moneta al povero e così via. A causa del terremoto dell’Emilia del 2012 attualmente sono visitabili solo il Salone dei Mesi e la successiva Sala degli Stucchi.

Appassionati di fotografia, amanti delle atmosfere rarefatte, romanticoni incalliti, solitari e cercatori di silenzio, avete trovato il vostro luogo del cuore: è Via delle Volte, una strada acciottolata di 2 km che attraversa Ferrara.

Via delle Volte a Ferrara
Un tempo, prima che il corso del Po venisse deviato, questa bella via medievale svolgeva una funzione commerciale. Qui si trovavano le case dei commercianti che trafficavano con il resto d’Italia attraverso il fiume. Le volte, i passaggi ad arco ancora oggi visibili, permettevano di arrivare rapidamente ai magazzini sul fiume senza dover percorrere tutta la strada e senza essere attaccati da qualche ladro! Oggi sono in gran parte chiusi o trasformati in abitazioni. Salvo qualche trattoria, Via delle Volte non è molto frequentata. Ma non è stato sempre così: per secoli è stata anche “luogo di malaffare” come scrive Bacchelli nel “Mulino del Po”, ritrovo di prostitute, ladruncoli e anche qualche assassino”. E quando cala la sera e si accendono le luci gialle, l’atmosfera ritorna quella di sempre, piena di bisbigli e ombre minacciose…

Non è difficile comprendere perché il Palazzo dei Diamanti di Ferrara si chiami così: 8500 blocchi di marmo bianco striati di rosa formano la sua struttura esterna. Una composizione magnifica, progettata nel 1493 da Biagio Rossetti per creare insolite prospettive ed effetti di luce.

Palazzo dei Diamanti a Ferrara
Il Palazzo fu l’opera centrale della cosiddetta “Addizione Erculea”, cioè l’allargamento della città voluto da Ercole d’Este. All’interno il Palazzo presenta un bel cortile rinascimentale con chiostro e pozzo. Il palazzo ospita importanti mostre temporanee organizzate dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, mentre al primo piano l’edificio ospita la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, che conserva una collezione di opere di eccezionale valore. Sono presenti opere di Cosmè Tura (Martirio e Giudizio di San Maurelio), Andrea Mantegna (Cristo con l’Animula della Vergine), Ercole de Roberti e Dosso Dossi. Il Palazzo ospita spesso grandi mostre di richiamo internazionale.

Il Duomo dedicato a San Giorgio è il più importante luogo religioso di Ferrara. Si trova in Piazza delle Erbe (oggi Trento e Trieste) di fronte al Palazzo Comunale e poco distante dal Castello Estense. Colpisce subito lo sguardo la facciata in marmo bianco con il bellissimo protiro (portico). Partiamo dal basso: il protiro è sorretto da due colonne raffiguranti un vecchio e un giovane seduti su due leoni.

La Cattedrale di Ferrara
Al centro del portale è raffigurato San Giorgio che uccide il drago al di sotto del quale ci sono scene della vita di Cristo. La parte superiore del protiro è un esempio unico in Italia: è formata da una loggia al di sopra della quale si sviluppa, su tre registri, il tema del Giudizio Universale. Le anime che escono dalle tombe, vengono giudicate da San Giovanni Battista, che pesa le loro anime e le indirizza verso il Paradiso o, incatenate, verso l’Inferno. Ad accoglierle ci sono Abramo (sinistra) o il calderone (destra). Nel timpano, la figura di Cristo Giudice all’interno di una mandorla. L’interno della Cattedrale a tre navate, è stato interamente rifatto in stile barocco dopo il devastante incendio del XVII secolo.

Da non perdere una visita al Museo delle Cattedrale, ospitato nella vicina ex Chiesa di San Romano. Sono ospitate la maestosa Madonna della melagrana di Jacopo della Quercia (1403-1406) e le eleganti opere quattrocentesche di Filippo Solari, Andrea da Carona e Bernardo Rossellino, le forme del Maestro dei Mesi e le monumentali ante d’organo raffiguranti San Giorgio e il drago e l’Annunciazione di Cosmè Tura.

Se avete visto qualche foto o cartolina di Ferrara, certamente ritraeva il Castello Estense. La prima pietra di questa fortezza fu posata il 29 settembre del 1385 dal Marchese Nicolò II d’Este.

C’era una ragione puramente pratica per cui si decise a costruire quest’opera imponente: poco tempo prima il Marchese era stato costretto a dare in pasto alla folla in rivolta, il suo consigliere e responsabile delle tasse. Il buon Tommaso da Tortona fece una brutta fine, e il nobile non voleva seguirlo a breve in quella sventura: da qui la scelta di una fortezza dove rifugiarsi. Nel corso dei secoli il Castello Estense ha svolto diversi ruoli: è stato sede delle milizie estensi con scuderie, armerie, magazzini, officine e tutto quello che serviva al piccolo esercito che vi alloggiava, per poi trasformarsi progressivamente in residenza nobiliare dove si svolgeva la vita della corte Estense. Sempre assediati dalle città vicine e dalle rivolte interne, gli Este alloggiarono sempre nella parte alta del palazzo, lasciando ai piani bassi la funzione difensiva del castello. Una visita al Castello permette di scoprire gli appartamenti, le cucine, le le prigioni, il giardino, la cappella e molte altre cose. Un vero viaggio nella vita quotidiana di una delle famiglie più potenti d’Europa.